
Studenti vittime del 6 aprile
309 vittime … sono morti una seconda volta!
fonte: www.tvunoaq.tv
TVUNO L’AQUILA – Infuocata la nona udienza del processo alla Commissione Grandi Rischi. In aula l’ex Assessore Regionale alla Protezione Civile, Daniela Stati, che si difende. L’interrogatorio si infiamma sull’esistenza di due verbali.
L’Aquila, 9 novembre
Drammatica seduta al «Processo Grandi Rischi»: sfilano davanti ai giudici i giovani della Casa dello Studente, che portano la loro testimonianza dei giorni terribili del 6 aprile.
La testimonianza di Cinzia De Bernardo:
«Prima della riunione della commissionedopo le scosse scappavamo, ci veniva una paura enorme, eravamo terrorizzati. Io dormivo vestita, con le scarpe vicino la porta e il cellulare acceso. Lasciavo la porta aperta mentre facevo la doccia anche se il bagno era comune, tutti accorgimenti forse inutili ma comunque dettati dalla paura».
«La mattina del primo aprile ho letto che De Bernardinis diceva che si doveva convivere con lo sciame sismico e che la situazione era favorevole. Subito ci siamo tranquillizzati. Conoscevo la commissione e le sue funzioni come volontaria e le ho spiegate ai miei amici.
Avevo la possibilità di tornare a casa,abito ad un’ora dall’Aquila e non l’ho fatto, potevo dormire in macchina e non l’ho fatto perché mi avevano detto di stare tranquilla.Il 5 aprile 2009 dopo la prima scossa, sebbene non fosse una bella sensazione, ho ripensato a quello che avevo letto e visto ai telegiornali sulle dichiarazioni della Commissione e mi sono tranquillizzata».
Servizio di TG MAX di Lanciano del 9/11/2011
L’Aquila, 29 ottobre
Gli Avvocati dell’accusa “torchiano i testimoni dell’Accusa, rei, a loro parere, di non essere rimasti sotto le macerie in quel tragico 6 aprile come i loro parenti che erano stati rassicurati dalle conclusioni ottimistiche della riunione della Commissione G. R. …!!!
Il video dell’udienza del 29 ottobre
Alcune testimonianze significative:
“Mia madre diceva che gli scienziati erano i ‘dottori della Terra’. Prima della riunione c’era apprensione, stavamo sul chi vive, poi siamo stati rassicurati e abbiamo abbassato moltissimo il livello di guardia“
(Marco Castellano, uno dei cinque testi ascoltati oggi assieme al fratello Fabrizio I due fratelli sono di Tempera. Hanno perso la madre il 6 aprile 2009 e sono tra coloro che hanno sporto denuncia contro la C.G.R.)
“Mia madre e’ stata ritrovata schiacciata dal materasso perche’ il letto si era chiuso, mia sorella e mio nipote li hanno ritrovati dal piano di sotto al piano di sopra”, ha ricordato, visibilmente provato. . .siamo stati rassicurati dalla Protezione civile e dalla Grandi rischi. Mia sorella e mia madre mi dissero di aver sentito la Stati e Barber in televisione che rassicuravano sui rischi che c’erano”.
Gianfranco Di Marco, – “interrogato” dagli avv.ti della difesa per un’ora e mezza!!!- Ha perso la madre, la sorella e il nipote ad Onna.
Di Marco ha citato l’ intervista di Gianfranco Colacito a De Bernardinis, Vice di Bertolaso. Al termine dell’intervista, Colacito chiede a De Bernardinis se poteva essere tranquillo e bersi «un buon bicchiere di vino di Onna»
IL VIDEO DELL’INTERVISTA DI COLACITO A DE BERNARDINIS
L’Aquila, 15 ottobre 2011
3a Udienza del Processo “Grandi Rischi”
Con le prime drammatiche testimonianze, è entrato nel vivo il processo contro la Commissione Grandi Rischi.
Alla presenza di Boschi, i familiari delle vittime hanno apertamente denunciato l’atteggiamento rassicurante mostrato dai componenti la Commissione nella ormai famosa riunione del 31 marzo 2009, che ha indotto moltissimi aquilani a trascurare le più elementari precauzioni dai pericoli imminenti del sisma.
“Andate a dormire tranquilli!!!!”
Da quel sonno non si sono più risvegliati
TVUNO L’AQUILA – Al via la seconda udienza del processo alla commissione grandi rischi: presenti in aula tre dei sette indagati Enzo Boschi, Bernardo De Berardinis, Mauro Dolce. Ascoltati, nel corso dell’udienza, i primi test tecnici dal Giudice del tribunale Marco Billi.
Assente la Grande Stampa e i maggiori Media italiani

Commissione Grandi Rischi 31 marzo 2009
GIUSTIZIA, solo GIUSTIZIA : è questo quello che vogliono i familiari degli Studenti vittime del Terremoto.
Guarda il video di ABRUZZO24ORE.TV sul Summit della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009
L’AQUILA.
Dopo la pausa estiva riprendono i processi per i crolli del 6 aprile.
Si inizia venerdì 16 settembrecon il processo per il crollo del palazzo di Via D’Annunzio.
Nel crollo del palazzo di via D’Annunzio sono morte 13 persone. Sotto accusa, per i reati di omicidio colposo plurimo e lesioni,un ingegnere e un tecnico.
Le altre udienze riguardano:
1) VIA XX SETTEMBRE 79. Fissata al 19 settembre la perizia disposta dal giudice sul crollo del palazzodi via XX Settembre 79.
Nove sono state le vittime. Gli indagati sono sette.
2) COMMISSIONE GRANDI RISCHI. E’ il procedimento più atteso, quello che ha maggiormente coinvolto gli Aquilani e l’opinione pubblica italiana.
Imputati sono tutti e sette i componenti della Commissione Grandi Rischi, che parteciparono alla riounione del 31 marzo 2009, quando tutta la popolazione aquilana era ormai all’estremo per lo stress di mesi e mesi di scosse di terremoto.
Quella riunione si concluse, si sa, con un nulla di fatto e un sostanziale messaggio di ottimismo che si rivelò fatale sei giorni dopo . Il 20 settembre si terrà la prima udienza.C’è molta attesa per questo processo, tenacemente voluto dai familiari dei giovani studenti universitari, che quella notte andarono a dormire tranquillizzati: “tanto non sarebbe successo nulla…”
Il processo ha preso le mosse dalla denuncia dell’ aquilano Antonio Valentini che per primo sollevò accuse sulle «affermazioni rassicuranti che hanno fuorviato la gente», il cosiddetto «mancato allarme».
3) VIA STURZO. Venerdì 7 ottobre prima udienza per il crollo di via Luigi Sturzo 39, dove morirono 21 persone. L’unico imputato è uno dei progettisti dell’edificio, di 85 anni. Anche in questo processo si parla di «calcestruzzo scadente, carenze costruttive consistenti nel numero minimo di staffe di collegamento delle armature, errori di progetto e di calcolo».
4) VIA ROMA 18. Venerdì 28 ottobre Tre ingegneri e un costruttore dovranno rispondere dell’accusa di lesioni e cooperazione in disastro colposo.
5) CASA DELLO STUDENTE. Undici gli imputati per Il crollo della Casa dello Studente, dove sono state spezzate otto giovanivite.
Le immagini drammatiche del crollo della Casa dello Studente sono certamente quelle che maggiormente hanno segnato le nostre coscienze e difficilmente potranno essere dimenticate.
Grande forza combattiva hanno mostrato i familiari delle Vittime della Casa dello Studente: con il Comitato da loro fondato all’indomani del 6 aprile sono
sempre stati in prima fila, insieme all’Avus, in ogni manifestazione,sotto la neve o con la pioggia, in questi 2 anni e mezzo a tenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica sulla Tragedia Aquilana, puntando il dito accusatorio contro quelle Autorità che dovevano proteggere i loro figli e non lo hanno fatto.
6) VIA POGGIO S.MARIA: 19 le vittime. Unico imputato un 95enne imprenditore.
7) CONVITTO NAZIONALE. Il 29 novembre riprende il processo per il crollo del Convitto nazionale che ha stroncato la vita a tre giovani ragazzi. Gli imputati sono 2.
Segui le inchieste sul Terremoto nella cronca de IL CENTRO
GIUSTIZIA PER TUTTE QUESTE GIOVANI VITTIME A CUI E’ STATO RUBATO IL FUTURO!
A.C.
L’AQUILA. Tutti a giudizio i componenti della Commissione grandi rischi che il 31 marzo 2009 si riunì all’Aquila.
La prima udienza di svolgerà a L’Aquila il 20 settembre.
«Oggi e’ una data importante nella storia della giurisprudenza in quanto per la prima volta vengono tratti a giudizio componenti di una commissione scientifica che aveva il dovere giuridico di valutare attentamente il rischio sismico.
A ciascuno di loro era noto che L’Aquila era una zona sismica, erano noto a ciascuno di loro che c’erano stati terremoti distruttivi preceduti da sciame sismico, era noto la vulnerabilita’ di molti edifici del centro storico e dei paesi limitrofi, tutto avrebbe dovuto indurre ad una diversa valutazione del rischio che non vuol dire certo prevedere il terremoto.
Invece dalle loro dichiarazioni e’ emerso un messaggio rassicurante che ha indotto molti a scegliere di restare nelle proprie abitazioni tipo casa dello studente ove hanno trovato la morte otto studenti e alcuni subito lesioni, di qui la condotta penalmente rilevanete che sara’ portato al vaglio del magistrato giudicante.
Oggi e’ altresi una data storica per L’Aquila perche’ si iniziera’ a dare una prima risposta ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime del 6 aprile del 2009»
Wania Della Vigna legale di parte civile (fonte Abruzzo24ore.TV)
LEGGI LA MEMORIA DEL PM della Procura de L’Aquila
Tra i numerosi filoni d’inchiesta sul terremoto del 6 aprile a L’Aquila aperti dalla Procura del capoluogo, uno sicuramente significativo è quello nei confronti dei partecipanti alla riunione della Commissione Grandi Rischi che si svolse a L’Aquila una settimana prima del Sisma e che si concluse con un nulla di fatto e con toni rassicuranti alla popolazione nei confronti del pericolo imminente del sisma.Ora il sostituto procuratore della Repubblica di L’Aquila ha chiesto il rinvio a giudizio dei 7 imputati che parteciparono alla riunione: Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis, vice capo del settore tecnico operativo del dipartimento nazionale di Protezione Civile, unico accusato originario dell’Abruzzo, Enzo Boschi presidente dell’Ingv, Giulio Selvaggi direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore della fondazione Eucentre e responsabile del progetto Case, Claudio Eva ordinario di fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce direttore dell’ufficio rischio sismico del dipartimento di Protezione civile.
L’accusa contestata è di omicidio colposo plurimo.
Il giudice ha però rifiutato la costituzioni di parte civile delle Associazioni che avevano promosso il processo, mentre ha ammesso tra le parti civili il Comune dell’Aquila.

dalla prima pagina de IL CENTRO del 21.7.2010

dalla prima pagina de IL CENTRO 18.7.10
La Procura dell’Aquila, nonostante il clima di intimidazioni dei giorni passati, va dritta per la sua strada: chiesto il processo per i 7 indagati che parteciparono alla ormai “celebre?!” riunione del 31 marzo 2009 (Bernardo De Bernardinis, allora vice capo della Protezione civile, che partecipò alla riunione in sostituzione di G.B. Capo Dipartimento Protezione Civile che aveva convocato la riunione ma alla quale non partecipò, Mauro Dolce direttore dell’Ufficio Prevenzione della Protezione civile, Enzo Boschi, presidente dell’INGV, Giuliano Selvaggi direttore del Centro Nazionale Terremoti dell’Ingv, Gian Michele Calvi, sismologo e direttore dell Eucentre di Pavia, «padre» del Progetto case, Claudio Eva ordinario di fisica dell’Università di Genova).
Per tutti e 7 pesanti sono le accuse:
«Sono state fornite dopo la riunione informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica vanificando le attività di tutela della popolazione …
Sono venuti meno ai doveri di valutazione del rischio connessi alla loro funzione» anche sotto il profilo dell’informazione. Queste notizie rassicuranti «hanno indotto le vittime a restare nelle case»
E’ quello che hanno da sempre affermato i famigliari degli studenti uccisi tramite le loro Organizzazioni e i loro legali; è quanto viene ribadito per l’ennesima volta in una recente pubblicazione curata dall’ AVUS : “Macerie dentro e fuori”: i genitori attendono GIUSTIZIA PER I LORO FIGLI

Enza Terzini

Tonino Colonna
Ad un anno o poco più del sisma del 6 aprile la Procura dell’Aquila ha chiuso l’inchiesta sulla Commissione Grandi Rischi che nella seduta straordinaria del 31 marzo 2009 nell’arco di un’oretta aveva sentenziato: ” I terremoti non sono prevedibile e perciò state tranquilli nelle vostre case”: 308 le vittime dopo una settimana, una Città sventrata, una Regione in ginocchio …
Ora l’ipotesi di reato è di omicidio colposo: i genitori dei giovani vittime dei crolli dei palazzi di L’Aquila hanno sempre sostenuto che i loro figli potevano essere salvati, se solo qualcuno si fosse preso cura di allertare la popolazione.
Certo, nessuno ci potrà mai più restituire il sorriso luminoso di Tonino, di Enza, … di tutti i 55 studenti sepolti dalle macerie, … di tutte le 308 vittime del sisma, ma i loro genitori, i loro fratelli e sorelle, fidanzati/e, parenti, amici, noi che li abbiamo conosciuto ed amati, tutti vogliamo giustizia, giustizia per i loro figli che non hanno futuro, giustizia per i padri e le madri, per poter vivere un futuro meno doloroso, vivere la speranza e la certezza che la loro morte non è stata vana …
Un anno fa, il 31 marzo 2009, si riuniva ( in un’oretta!) la Commissione Grandi Rischi, Continue reading »
La Procura della Repubblica dell’Aquila sommersa dagli esposti dei familiari Continue reading »
— Gli esperti rassicurano: il terremoto non può essere previsto. Chi lo fa procura solo ingiustificato allarme.
Queste le conclusioni della Commissione Grandi Rischi riunitasi a l’Aquila il 31 marzo 2009.
6 giorni dopo l’Apocalisse a L’Aquila …!!!
Ora su quella Riunione sta indagando la Procura della Repubblica per “mancato allarme” !!! Lo ha confermato questa mattina il Procuratore Rossini nel corso del TG3 delle 7.30. Sembra di intuire dalle sue parole imminenti provvedimenti giudizari.
Quella riunione, voluta da Bertolaso ma da lui stesso disertata, si tenne sotto pressione degli allarmi suscitati tra gli Aquilani stressati da mesi
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