Lunedì 1 settembre 2014, a L’Aquila, alla presenza del Sindaco della città dell’Aquila, Massimo Cialente, e del Chief Downstream & Industrial Operations Officer di Eni, Salvatore Sardo, è stato illustrato il piano di restauro e parziale ricostruzione della Basilica di Santa Maria di Collemaggio.
Il progetto nasce da un modello unico di collaborazione istituzionale che affida alla Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici dell’Abruzzo la progettazione, la direzione dei lavori e il coordinamento per la sicurezza; mentre le attività tecnico – scientifiche sono state garantite da un gruppo di università (Politecnico di Milano, La Sapienza di Roma e l’Università de L’Aquila) integrato da geologi e ingegneri Eni.
Con il progetto di restauro della Basilica di Collemaggio, Eni vuole restituire alla Comunità Aquilana il monumento nella sua interezza rispettandone la sacralità e il significato storico. In seguito al Protocollo d’Intesa “Ripartire da Collemaggio” firmato nel 2012, sono state realizzate indagini tecniche e ricerche storiche e sono state completate tutte le fasi della progettazione.
Attualmente sono iniziate le attività per l’assegnazione dell’appalto all’impresa esecutrice e il progetto entra nella fase della costruzione vera e propria, il cui completamento è previsto entro fine 2016.
Fonte: ungiornoacollemaggio.it
6 aprile 2014
NON VI ABBIAMO DIMENTICATO
LETTERA A CIALENTE
Ieri manifestazione dei Comitati Cittadini sotto la sede della Regione di Pescara contro l’istallazione del Gasdotto della Snam in zona Case Pente a Sulmona.
Pescara, 15 febbraio 2013
Dopo 9 anni di lotte e proteste (vedi i cortei del 20 marzo 2010 e del 23 giugno 2012 a Sulmona), i Comitati Cittadini, che si sono battuti dal 2004 con tenacia contro il Gasdotto voluto dalla Snam sul territorio di Sulmona a cavallo della faglia sismica del Morrone, hanno ottenuto una significativa vittoria. la Conferenza dei Servizi della Regione ha detto No alla richiesta governativa dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) di far passare il gasdotto in una zona ad alto rischio sismico.
Intanto la Snam si prepara a dare battaglia …
LETTERA APERTA DEGLI SCIENZIATI DELL’ ISSO (International Seismic Safety Organization) A NAPOLITANO:
Egregio Signor Presidente,
siamo molto preoccupati per le forvianti informazioni diffuse da alcune organizzazioni scientifiche, da alcune riviste e da alcuni quotidiani sulla sentenza di condanna in primo grado dei membri della “Commissione Grandi Rischi” (Commissione Nazionale per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi, CGR) italiana, che si riunirono a L’Aquila il 31 marzo 2009. La disinformazione su tale argomento ha deliberatamente indotto la comunità scientifica e l’opinione pubblica a ritenere erroneamente che le motivazioni del rinvio a giudizio dei componenti della CGR consistano nell’aver essi “fallito nel prevedere il terremoto”; questa interpretazione erronea può influenzare la comunità scientifica e l’opinione pubblica contro una sentenza pronunciata nel nome del popolo italiano. (continua a leggere |
Raffica di dimissioni, lasciano Maiani e Dolce
Lascia fisico Maiani e intero ufficio presidenza. Scienziati Usa e Giappone contro la condanna.
Raffica di dimissioni eccellenti all’indomani della condanna di sette scienziati ed esperti che ”non allertarono”, anzi ”minimizzarono” i rischi di un terremoto a L’Aquila. Via i vertici della Grandi Rischi: non solo il presidente, il fisico Luciano Maiani, ma anche il presidente emerito Giuseppe Zamberletti e il vicepresidenteMauro Rosi hanno rassegnato dimissioni a Monti. Maiani ha deciso di dimettersi per “l’impossibilità di lavorare serenamente e offrire pareri di alta consulenza scientifica allo Stato in condizioni così complesse”. Hanno lasciato poi anche altri membri della Grandi Rischi, come Roberto Vinci, del Cnr. Anche il direttore dell’ufficio rischio sismico della Protezione Civile, Mauro Dolce, tra i sette condannati, ha presentato le dimissioni. Il Dipartimento sottolinea che “all’esito dell’iter amministrativo previsto, il professore verrà assegnato ad altro incarico”. (fonte ansa.it)
LORO NON SI POSSONO DIMETTERE: DAL 6 APRIL 2009 NON HANNO PIÚ FUTURO